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Le Pussy Riot portano la protesta politica in Plaça Catalunya durante la Festa della Mercè

Il collettivo russo ha trasformato Plaça Catalunya di Barcellona in un palcoscenico per musica e protesta politica durante la Festa della Mercè.

Data: September 23, 2025
Posto: Plaça Catalunya, Barcelona, Catalunya, España

La sera del 23 settembre, Plaça Catalunya a Barcellona si è trasformata in uno spazio di protesta e spettacolo durante le celebrazioni della Mercè. Il collettivo russo Pussy Riot, rappresentato in questa occasione da Alina Petrova e Taso Pletner, ha presentato una nuova versione del suo Riot Days Show, un progetto che unisce musica, performance teatrale e denuncia politica.

L'evento è iniziato con un messaggio a sostegno della Palestina ed è proseguito con un intenso assolo di batteria che ha dato il tono alla serata. Il pubblico è stato poi accolto dalle artiste, mascherate con passamontagna colorati, mentre uno schermo ricordava loro la natura collettiva del progetto.

Per oltre un'ora, lo spettacolo ha raccontato vari episodi della carriera delle Pussy Riot, dall'azione del 2012 nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca ai recenti casi giudiziari in Russia che hanno portato alla condanna in contumacia dei membri del gruppo. La narrazione includeva riferimenti alla repressione politica nel loro Paese e alla complicità delle istituzioni religiose con il potere politico.

La performance, nata da una residenza artistica a Barcellona nell'ambito del programma Artists at Risk, è stata accompagnata da ritmi elettronici, un violino elettrico ed elementi scenici che hanno rafforzato il senso di urgenza. Striscioni a sostegno dei prigionieri politici russi sono stati srotolati tra il pubblico e sono stati scanditi slogan contro il governo di Vladimir Putin.

La performance non si è limitata alla Russia. Sono stati fatti riferimenti anche ad altri conflitti internazionali, con un'enfasi sulla necessità di estendere la solidarietà all'Ucraina nel contesto della guerra in Europa.

La performance di chiusura è stata caratterizzata dalla proiezione di un messaggio registrato di Maria "Masha" Alyokhina, un'altra delle fondatrici del collettivo, attualmente in esilio. La performance si è conclusa con un minuto di silenzio seguito da un lungo applauso.

Oltre alla natura festosa della Mercè, Plaça Catalunya si è trasformata in un palcoscenico di resistenza simbolica, dove l'arte è stata presentata come strumento di protesta e riflessione politica.

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