AgendaConcerts.cat

🎉 Dal 2011 condividiamo l’amore per la musica dal vivo · “Se è live, lo trovi qui.”

Ti piace quello che facciamo? Offrici un caffè! ☕ Ogni sorso aiuta a mantenere viva l’agenda 🎸


Preferisci le criptovalute? Puoi supportarci con Bitcoin ₿:

bc1qm0c7nm59qme7arra9fw72z3kavqljwnlaa76rh

Ethio Jazz — concerti dal vivo

0 imminente concerts · 1 passato

🎤 Prossimi concerti

Nessun concerto in programma.
Di Ethio Jazz

Ethio-Jazz: Quando i modi antichi incontrano la libertà moderna

L'ethio-jazz è il suono di una cultura che apre una finestra senza uscire dalla stanza. Non è jazz suonato in Etiopia, né musica etiope travestita da jazz. È un terzo linguaggio, nato dall'incontro tra gli antichi sistemi musicali etiopi e la libertà armonica del jazz moderno. Nato ad Addis Abeba alla fine degli anni '50 e fiorente negli anni '60 e all'inizio degli anni '70, l'ethio-jazz si pone come uno dei movimenti fusion più eleganti e singolari del XX secolo.

Nel suo nucleo, l'ethio-jazz è definito da profondità modale e sobrietà. La musica tradizionale etiope è costruita attorno a sistemi modali unici noti come qenet – come tezeta, bati, anchihoye e ambassel – che conferiscono alla musica la sua inconfondibile qualità agrodolce e irrisolta. Quando queste modalità si combinano con armonie jazz, arrangiamenti di ottoni e improvvisazione, il risultato è una musica che risulta familiare e al tempo stesso disorientante. L'ethio-jazz non è aggressivo; è circolare. Si muove verso l'interno.

L'architetto centrale del genere è Mulatu Astatke, spesso definito il padre dell'ethio-jazz. Formatosi a Londra e negli Stati Uniti, Astatke ha assorbito jazz, musica latina e funk prima di tornare in Etiopia con una visione chiara: una strumentazione moderna radicata nell'identità melodica etiope. Brani come Yekermo Sew e Tezeta dimostrano perfettamente il suo approccio: melodie guidate dal vibrafono, linee di fiati sobrie e groove che risultano pazienti, riflessivi e profondamente emozionanti. L'ethio-jazz qui diventa meditazione urbana.

L'ethio-jazz è emerso durante un breve ma fertile momento culturale ad Addis Abeba, quando nightclub, orchestre e stazioni radio prosperavano. I musicisti etiopi hanno abbracciato la modernità senza abbandonare la tradizione. Sia le big band che i piccoli ensemble sperimentavano con arrangiamenti jazz, preservando il fraseggio melodico etiope. A differenza del jazz americano, dove l'improvvisazione spesso domina, l'ethio-jazz privilegia l'umore collettivo rispetto all'esibizione individuale. Gli assoli esistono, ma sono al servizio dell'atmosfera piuttosto che del virtuosismo.

Un'altra voce chiave in questo ecosistema è Hailu Mergia, il cui lavoro si orientava verso il minimalismo e la texture elettronica. Brani come Wede Harer Guzo combinano pattern ipnotici di tastiera con una sensibilità melodica tradizionale, anticipando i successivi approcci ambient ed elettronici. La musica di Mergia sembra sospesa tra nostalgia e futurismo: profondamente personale, silenziosamente radicale.

Ciò che distingue l'ethio-jazz dagli altri generi fusion è la sua temperatura emotiva. Raramente esplode. Anche nella sua versione più funky, l'ethio-jazz rimane introspettivo. La musica porta con sé un senso di desiderio e riflessione legato al tezeta, un concetto spesso tradotto come nostalgia o memoria, ma più vicino al ricordo emotivo collettivo. L'ethio-jazz non drammatizza le emozioni; Lo lascia perdurare.

L'età d'oro originale del genere fu interrotta a metà degli anni '70 dai disordini politici e dalla censura sotto il regime del Derg. La vita notturna scomparve, le orchestre si sciolsero e molte registrazioni caddero nell'oblio. L'etio-jazz scomparve, ma non morì.

Decenni dopo, l'etio-jazz conobbe una riscoperta globale attraverso pubblicazioni d'archivio e l'interesse internazionale, in particolare attraverso compilation che portarono le registrazioni etiopi degli anni '60 e '70 a un nuovo pubblico. Questa rinascita collocò l'etio-jazz non come una curiosità della world music, ma come musica moderna che era stata semplicemente interrotta. Artisti contemporanei di jazz, funk e musica sperimentale iniziarono a citarne apertamente l'influenza.

Oggi, l'etio-jazz risuona perché parla un linguaggio che gli ascoltatori moderni riconoscono: ibridazione senza compromessi. Dimostra che la fusione non richiede diluizione. L'etio-jazz assorbe armonia e strumentazione jazz, pur rimanendo inconfondibilmente etiope nello spirito e nella struttura. Non si traduce per gli estranei, ma li invita ad ascoltare con più attenzione.

L'etio-jazz resiste perché occupa un raro punto di equilibrio tra tradizione e innovazione. È musica che rispetta il suo passato senza congelarlo e abbraccia la modernità senza rinunciare all'identità. La sua sobrietà gli conferisce gravità. La sua sottigliezza gli conferisce potenza.

L'etio-jazz non è rumoroso. Non ha fretta.
Si dispiega lentamente, come il ritorno della memoria:
modi antichi che parlano attraverso strumenti moderni,
la storia che respira nel presente.

E in questa quieta sicurezza, l'etio-jazz ci ricorda che le fusioni più profonde non sono collisioni, ma conversazioni che non hanno mai avuto bisogno di alzare la voce.

🎸 Artisti in Ethio Jazz

📜 Concerti passati